In Chiara Veritas?

cropped-no-title-12.pngParliamo del nome: potrebbe essere il blog di una presuntuosa, di questa Chiara che crede di detenere la verità (la verità su cosa poi?), oppure potrebbe essere il diario di una bevitrice (o alcolizzata?).

Evidenziando il fatto che non sono affatto presuntuosa, vorrei che questo blog parlasse di vino, della mia passione e quindi di me.

Da piccola non amavo il vino; al contrario, per me era un vero a proprio nemico. Osservavo mio padre, che tutti i giorni si alzava presto al mattino e si perdeva fra le sue vigne e non riuscivo a capire. Non capivo la sua passione, il suo impegno nella cura di ogni pianta, il timore per il maltempo ed il suo entusiasmo nel periodo della vendemmia. In casa mia a Settembre iniziava una lunga festa per tutta la famiglia, un po’ meno per me e mia sorella. Non ho mai perso una vendemmia fino all’inizio dell’Università e di quel periodo ricordo solo la fatica di alzarsi presto o di tornare in campagna con il sole cocente delle due del pomeriggio e l’odore del mosto anche in camera da letto.

Forse per questo mi rifiutavo di bere il vino. Era soprattutto il rifiuto per quel lavoro, per la preoccupazione, i sacrifici ed il sudore di mio padre; non ci trovavo nulla di stimolante, di gratificante, di magico, nel mestiere del contadino.

Da grande ho cominciato così l’Università lontano da casa e per caso sono finita a Verona. Non conoscevo nulla di quella città (la geografia non mi piaceva per niente!), ma come non innamorarsi di una buona bottiglia di Amarone della Valpolicella? E così magicamente ho iniziato ad assaggiare nuovi vini, a visitare alcune aziende della provincia e a condividere con mio padre questa nuova passione. Così la vendemmia si è trasformata in un momento di scoperta anche per me e appena laureata sono tornata a casa mia, a Guagnano, dove l’uva ha il sapore più buono.

Proseguendo gli studi, ho intrapreso anche il percorso per diventare Sommelier e tutto è diventato più chiaro. Era questo il mio futuro, sarebbe diventato questo il mio lavoro. Sono partita in Languedoc-Roussillon e poi ritornata a lavorare in Puglia. In due Sud che sanno di fatica, ho avuto modo di essere quotidianamente in contatto con la terra e ho raccontato il vino, cercando di trasmettere un po’ del mio entusiasmo anche ai turisti più scettici.

Ora vorrei farlo anche qui, condividendo le mie nuove esperienze, nuovi luoghi da scoprire e nuovi vini di cui innamorarsi.

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