Wine tourism in Languedoc-Roussillon


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Ieri sera, mentre sfogliavo il nuovo numero della rivista Vitae, sono stata attirata dalle parole di un giovane enologo italiano, che appena laureato è partito in Nuova Zelanda a caccia di nuove vendemmie, ha vissuto una splendida esperienza lavorativa ed è ritornato in Italia, con un buon presentimento.

Così la mia mente è volata in Francia, ai mesi trascorsi lì, al profumo di lavanda (il mio fiore preferito) che inebriava ogni luogo e al buon presentimento che avevo al mio ritorno.

Era l’inizio dell’estate 2013 e durante il viaggio fino a Carcassonne ero piena di entusiasmo, di curiosità, di paura per la mia prima esperienza lavorativa all’estero, finalmente in un’azienda vitivinicola. Arrivata all’ingresso di Chateau Canet, un lungo percorso fra i vigneti mi portò fino al cuore della tenuta, al castello di famiglia, alla cantina ed alla mia nuova casa.

Il mio ruolo in azienda per tutta l’estate sarebbe stato quello di accogliere i turisti, portarli in giro per i vigneti, raccontare loro la storia dell’azienda, della regione, portarli a visitare la zona di produzione, la cantina e far degustare loro i vini in una tasting room, il mio luogo magico.

In pochi giorni imparai tutto dai produttori, dalla cara Victoria che insieme al marito aveva scelto di acquistare Chateau Canet e realizzare il sogno di una vita intera. Così ogni mattina sistemavo i miei vini, organizzavo le prenotazioni e mi divertivo a parlare di vino, della passione e dell’impegno che permettevano di realizzare vini genuini, unici e così personali.

Alcuni vigneti di syrah e grenache erano davvero vecchi, avevano quasi 90 anni e come delle anziane signore, avevano pochi “capelli” in testa, ma una forza, un’eleganza ed una dignità da far invidia alla più bella ventenne. Altri invece vivevano i primi anni di vita, come un giovane vigneto di Viognier, alla sua prima vendemmia.

E lì la vendemmia veniva svolta di notte, quando la temperatura è più bassa e l’uva non corre il rischio di danneggiarsi. Mi sembrava di ritornare bambina quando chiedevo il permesso di salire sulla macchina vendemmiatrice, affascinata da questo gigante buono.

Ho appreso tanto nei mesi in Languedoc – Roussillon, ho visitato molte aziende nel tempo libero, ho svolto le mie ricerche universitarie ed ampliato il mio bagaglio conoscitivo. Ho incontrato produttori di grandi dimensioni ed altri piccolissimi, catturata dal fascino degli anziani contadini che da generazioni ereditano i vigneti e producono il vino.

Ma la gratificazione più grande avviene nel momento in cui chi ti sta di fronte ti ascolta con piacere, nel tuo francese dall’accento italiano e portando a casa una bottiglia, ti ringrazia per avergli insegnato qualcosa di nuovo e per avergli parlato anche un po’ della tua Italia.

2 pensieri su “Wine tourism in Languedoc-Roussillon

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