Il mio Vinitaly … l’Italia a portata di calice!

Il miglior modo per aprire la mente di una giovane esploratrice, ancora alle prime armi.

Da lavoratrice a visitatrice, il Vinitaly ha un altro volto. L’apprensione di riuscire ad accogliere i clienti con professionalità si trasforma in frenesia e in voglia di riuscire ad apprendere il più possibile, degustare nuovi vini ed incontrare nuove aziende.

IMG_20150321_143318Quando si aprono le porte della Fiera è sempre entusiasmante e staccarsi dal Padiglione della Puglia sembra vivere un tradimento verso le proprie origini. Così per partire carichi, non c’è niente di più indicato di un sorso di Furfante, il nuovo rosato frizzante dell’azienda Rivera, uno sguardo al colore sempre brillante di Charà di Castello Monaci, un attimo di complessità del Negroamaro Terra Guaniani dell’azienda Lucio Leuci, un saluto al mio ex boss della Cantina Vecchia Torre, la nuova conoscenza del Primitivo Paj e dei ragazzi di Vinoli e la riscoperta del solare passito Le Passanti di Cantele.

Ma in Puglia ho già trascorso troppo tempo e l’Italia è abbastanza lunga da attraversare. Così purtroppo non posso visitare tutti i padiglioni, ma solo alcuni, nel mio giorno e mezzo a disposizione e finché la mia concentrazione può reggere.

Per vicinanza faccio subito un giro in Toscana,  per degustare il Rosso di Montalcino e Chianti Classico, mi avvicino soprattutto ad aziende di piccole dimensioni, sempre le più interessanti. I produttori hanno voglia di far conoscere il proprio lavoro ed in ogni calice c’è tutta la struttura e la complessità della loro storia: il Brunello di Montalcino, il Vino Nobile di Montepulciano, il Pomino.

IMG_20150327_122838Appena mi raggiungono due miei cari amici, vado con loro in Lombardia a conoscere Berté & Condini, un’azienda molto antica, ma giovane allo stesso tempo. Scelgo di assaggiare le tre versioni del Pinot Nero. L’Oltrepò Pavese Metodo classico Pinot Nero docg è giallo paglierino, il bouquet complesso ricorda immediatamente i frutti tropicali. È molto equilibrato e mai spigoloso. L’ Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot nero Rosè docg ha uno splendido color rosa tenue, una spuma soffice e bollicine fini e persistenti. È floreale, fruttato, fresco, complesso e armonico. Infine, il Pinot nero doc è rosso rubino, fruttato, con spezie delicate come la vaniglia e il suo gusto è rotondo con tannini eleganti ed ancora in evoluzione.

Ritornando verso Sud, mi fermo in Abruzzo per un sorso di Pecorino Terre di Chieti, di Cerasuolo e Montepulciano d’Abruzzo e mi dirigo fino in Irpinia a salutare la cara Alessandra dell’azienda San Paolo e la nuova annata del suo Greco di Tufo. Dall’Irpinia attraverso il padiglione della Campania per degustare in diverse aziende la Falanghina del Sannio, una piacevole scoperta per chi come me non ha il palato da vini bianchi.

Nonostante questo mi fermo ad una degustazione guidata presso il Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Il Veneto è sempre affascinante, ma scelgo di degustare gli altri suoi vini nel mio Fuori Vinitaly. Domenica in Piazza Dante in compagnia di una vecchia amica veronese bevo un calice di Valpolicella Superiore Ripasso della Casa Vinicola Sartori e gli anni universitari sono tutti lì ed ho di nuovo 19 anni. Lunedì sera, invece, io e i miei amici guagnanesi ceniamo a Lazise, abbinando alla Tinca del Lago di Garda un Bardolino Chiaretto Doc.

Martedì si ritorna a casa, attraversando davvero tutta l’Italia.

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