UN VINITALY BIANCO … O QUASI!

13007103_10154110099455859_8415193330649271535_nAccade ogni anno ed ogni anno è sempre una sorpresa. Basta organizzarsi prima di partire, calcolare bene i tempi, selezionare le regioni e le aziende da visitare, prenotare le degustazioni … organizzarsi? Per fortuna ha pensato a tutto Marco, altrimenti io sarei ancora in Fiera, fra un padiglione e l’altro, in attesa del Vinitaly 2017! E per non smentirmi, scrivo del Vinitaly dopo SOLE due settimane, ma il rientro al lavoro dopo “tre giorni da Sommelier”, il ritorno a casa, ai corsi … troppo impegnativo, appunto, riorganizzarsi!

Solo vini bianchi quest’anno … o quasi!

12994591_10154110063525859_9005436763912384395_nAbbiamo iniziato il nostro viaggio in Franciacorta con l’azienda Antica Fratta che ci ha convinti subito: antica cantina “scavata a mano”, elegante, dalla produzione limitata e un’immagine preziosa come un gioiello. Il primo vino è Essence Satén 2011; poi l’ultimo nato, Essence Nature millesimé 2009, 60% Chardonnay – 40% Pinot Nero, pas dosé. Ed il Rosé della famiglia Antica Fratta è estremamente raffinato, il Pinot Nero fa un breve passaggio sulle bucce ed insieme allo Chardonnay crea un vino da un rosa insolito, unico nel suo genere; le bollicine poi, si rompono sulla lingua e profumi fruttati, floreali e lievi spezie esplodono man mano ad ogni olfazione…che dire, io mi sono innamorata! Abbiamo concluso il percorso con Essence Brut 2008, che matura sui lieviti per 60 mesi ed ha solo il 5% di Pinot Nero, protagonista assoluto lo Chardonnay. Wine Spectator gli ha dato 93/100 … io non dico altro.

Dopo altre degustazioni in Franciacorta siamo andati in Friuli, Alto Adige e un po’ in giro per il mondo.

Il nostro collega Sommelier dell’Enoteca Ais ci ha introdotti alla Doc Friuli Colli Orientali e a diverse aziende del territorio: Malvasia istriana 2015 dell’azienda Guerra Dario; Sauvignon di Scubla e Petrucco, vini dai profumi molto delicati, ma complessi. C’è tutto il peperone verde e la salvia tipici di questo vitigno! Dell’azienda Scubla abbiamo degustato anche il Friulano, e di Petrucco la Ribolla gialla, in cui si riconoscono erbe aromatiche, pompelmo, fiori di campo.

13007169_10154110066915859_9090943318478144911_nDi Aquila del Torre ci piacevano un sacco le etichette: il Friulano è un profilo di donna con i capelli che, mossi dal vento, assumono l’aspetto di ceppi di vite e il Riesling ha in etichetta una ballerina il cui tutù è una foglia della vite. Nella foto, invece, c’è il Refosco, che essendo un rosso non ho degustato … ma a Marco piaceva troppo il naso da Pinocchio!

Abbiamo proseguito con la Ribolla Gialla, ultima vendemmia, dell’azienda La Magnolia e concluso con il Picolit Eoos di Comelli Paolino. Sempre in Friuli ci siamo fermati da La Tunella; la conoscevo già e Friulano e Ribolla gialla sono sempre una conferma.

11063619_10154110072490859_1175473073296618057_nE poi … Ritterhof, Simcic Marjan, Verus dalla Slovenia, Bruno Paillard, Heymann Lowenstein … e poi, scusate, ma non mi ricordo più!

L’unica nota rossa Lunedì mattina ad una degustazione guidata : I GRANDI ETNA, LE MIGLIORI CONTRADE! FANTASTICA! Mi sono innamorata due volte in due giorni! I territori attorno all’Etna sono in fermento negli ultimi decenni e moltissimi produttori hanno dato vita al Sogno dell’Etna, attraverso una riconversione verso i vitigni autoctoni e la valorizzazione del territorio e di ciascuna contrada.

IMG-20160412-WA0003Abbiamo degustato due Etna Bianchi e sette Etna Rossi; tre i miei preferiti:

  1. Etna Rosso Guardiola 2013 Cusumano: 2 ettari di vecchi vigneti a oltre 100m di altezza. Vino estremamente elegante, dall’ingresso molto discreto, profumi eterei profondi, finale tannico, lunga persistenza. Io ho in casa una bottiglia di Alta Mora … non vedo l’ora di aprirla!
  2. Etna Rosso Arcuria 2013 Graci: la contrada più antica e prestigiosa, massima espressione del territorio. Naso elegante, fruttato, sottofondo speziato. Fresco, dal sorso snello e poi arriva il tannino, persistente e perfettamente integrato.
  3. Etna Rosso Feudo 2013 Girolamo Russo: colore scarico e brillante; all’esame olfattivo emergono note balsamiche, di sottobosco, note rocciose e di polvere da sparo a ricordare la lava del vulcano. Questo calice ha la tipica freschezza dei vini dell’Etna ed un quadro aromatico delineato in tutte le componenti.

Posso dire di essere più che soddisfatta … Ci si vede l’anno prossimo al Vinitaly 2017!

 

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